Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il rafforzamento del franco frena l'economia svizzera: nel primo trimestre dell'anno il prodotto interno lordo (pil) ha registrato un calo dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Si tratta della prima flessione dal terzo trimestre del 2011.

Impulsi negativi sono venuti soprattutto dalla bilancia commerciale di beni e servizi, ha comunicato stamane la Segreteria di stato dell'economia (SECO). Nel raffronto con il primo trimestre del 2014 risulta comunque una progressione a prezzi costanti dell'1,1%.

La contrazione trimestrale è più ampia di quanto pronosticato da gran parte parte degli analisti, che avevano calcolato una crescita zero. "Il rafforzamento del franco ha ora un impatto diretto sull'economia reale", ha commentato Bruno Parnisari, capo della sezione congiunturale della SECO: "la situazione monetarie ha rallentato nettamente la congiuntura svizzera".

Le statistiche indicano che le esportazioni di merci sono calate del 2,3%. La flessione ha interessato praticamente tutti i comparti economici, ma dati negativi sono stati rilevati soprattutto per l'export di prodotti chimico-farmaceutici. Male anche i settori dei metalli, delle macchine, dell'elettronica, degli strumenti di precisione, degli orologi e della gioielleria. L'import di merci sono aumentate dello 0,4% e un contributo di crescita sostanzioso è stato fornito dalle importazioni di veicoli.

Sul versante della produzione sono numerosi i settori che hanno fatto registrare un chiaro rallentamento. Sulla crescita negativa del pil hanno inciso in particolare i settori del commercio (-1,9%) e dell'alloggio/ristorazione (-3,8%). Un ulteriore freno è stato costituito dai trasporti, servizi di informazione e comunicazione (-0,4%), dai servizi finanziari (-0,6%) e dall'industria manifatturiera (-0,1%). Impulsi di crescita sono stati originati unicamente dal settore sanitario (+1,6%) e dal settore edile (+1,1%).

Nel trimestre in rassegna, rileva ancora la SECO, i consumi interni hanno tenuto: le spese delle economie domestiche e delle organizzazioni private senza scopo di lucro sono aumentate dello 0,5%, mentre le spese per i consumi dello Stato e delle assicurazioni sociali sono cresciute dello 0,1%. In aumento, dello 0,5%, anche gli investimenti in impianti e attrezzature, così come pure nelle costruzioni (+0,3%).

Parnisari ha fatto notare che il calo trimestrale contrasta con la ripresa congiunturale in Europa. Il risultato elvetico va comunque relativizzato, dato che concerne un solo trimestre. Ancora non è chiaro fino a quando la rivalutazione del franco continuerà a generare effetti negativi sull'andamento economico. Ma un dato è certo: la ripresa in atto nell'Unione europea contribuirà a limitare i danni.

La SECO pubblicherà le sue previsioni sull'evoluzione del pil nel 2015 e nel 2016 tra due settimane. Gli economisti consultati dall'agenzia finanziaria awp prevedono per il prossimo anno un tasso di espansione compreso tra +1,2% a +1,9%.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS