Stop ai rimpatri "illegali", il diritto d'asilo garantito dalle norme Ue va rispettato. Questo l'avvertimento lanciato oggi dall'Ue al governo maltese non appena si è appreso dell'intenzione di La Valletta di rimpatriare oltre 100 somali appena sbarcati sull'isola. Un vero e proprio altolà lanciato dalla commissaria Ue per gli affari interni, la svedese Cecilia Malmstrom, che si è detta "molto preoccupata" per le notizie provenienti da Malta.

Gli anni passano, i morti aumentano e gli sbarchi di disperati in fuga dall'Africa si ripetono. Forse però questa volta l'attenzione sollevata intorno al dramma dei migranti dalla visita di papa Francesco a Lampedusa - che con Malta condivide il tragico ruolo di prima destinazione dei barconi provenienti dalle coste nordafricane - ha avuto l'effetto di risvegliare le coscienze di chi deve assicurare il rispetto delle norme internazionali.

Davanti all'avvertimento Ue, il premier Joseph Muscat ha replicato: "Ci avete lasciati soli". Ma ha anche precisato che la decisione sul rinvio in Libia dei 102 somali sbarcati solo oggi "non è stata ancora presa". Ed ha spiegato che in ogni caso non si deve parlare di "respingimento", bensì di "protezione dell'interesse nazionale".

Dal canto suo, e per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, Malmstrom ha sottolineato che "in base agli obblighi derivanti dalla legislazione Ue e dal diritto internazionale, tutte le persone che arrivano sul territorio comunitario possono presentare domanda d'asilo e hanno il diritto di vedere la loro situazione valutata adeguatamente. Ogni operazione di rimpatrio deve rispettare queste condizioni, in particolare il principio di non-respingimento".

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