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Immigrazione: Consiglio Europa, Parigi non rispetta diritti

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2010 - 09:35
(Keystone-ATS)

STRASBURGO - La Francia finisce nel mirino del Consiglio d'Europa per le misure prese sul fronte dell'immigrazione, ritenute insufficienti e tali da non garantire il pieno rispetto dei diritti degli immigrati.
"La Francia deve migliorare le misure prese per garantire il rispetto degli immigrati", ha affermato il commissario per i diritti umani Thomas Hammarberg, in occasione della pubblicazione di una lettera inviata al ministro francese per l'immigrazione Eric Besson.
La nuova legge all'esame dell'Assemblea nazionale, contiene dei "passi indietro", si legge nella lettera firmata da Hammarberg. Il commissario punta il dito, in particolare, sul potere dei prefetti di proibire a un immigrato di rientrare nell'area Schengen per un periodo di tre anni, ma si dice "preoccupato" anche per la scelta di Parigi di fissare ogni anno un numero specifico di immigrati da rimpatriare e del fatto che questo numero è in costante aumento.
Nonostante gli sforzi fatti per aprire nuovi centri di accoglienza, osserva ancora Hammarberg, gli alloggi messi a disposizione dei richiedenti asilo sono in condizioni "vergognose e pericolose". Il commissario si rammarica infine per la tendenza ad esaminare le richieste di asilo in maniera sempre più frettolosa e con l'uso di procedure accelerate.

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