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I grandi partiti svizzeri commentano con accenti assai diversi l'esito del voto sull'iniziativa popolare '"imposta sull'energia invece dell'IVA". A sinistra non si vuole mettere in discussione la strategia energetica, mentre l'UDC propende per una pausa.

Secondo il PS la bocciatura della proposta dei Verdi liberali (PVL) non è da considerare un no a una tassa energetica ragionevole e tanto meno alla svolta energetica. Le fonti non rinnovabili vanno tassate: ma il provento va restituito alla popolazione. Il risultato è comunque un monito per la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf: le sue ricette dovranno essere ben diverse da quelle del PVL, ha affermato il consigliere nazionale neocastellano Jacques-André Maire.

Anche per collega PPD Stefan Müller-Altermatt (SO) i piani del Consiglio federale non devono essere troppo radicali: si deve tenere conto dei timori di natura economica che attanagliano i cittadini e che sono emersi questo fine settimana. Per il consigliere nazionale PLR Hugues Hiltpold (GE), per favorire le energie rinnovabili più che con le coercizioni bisogna lavorare attraverso gli incentivi.

Decisa è la posizione dell'UDC: alla luce del chiaro no emerso dalla urne il governo deve rivedere la sua strategia energetica. Balzelli supplementari non troveranno alcuna maggioranza, sostiene il consigliere nazionale Albert Rösti (BE). L'esecutivo farebbe quindi bene a sospendere la svolta energetica.

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SDA-ATS