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Benché non sia stata ancora esaminata dal parlamento, gli avversari dell'iniziativa popolare per un'imposta federale sulle successioni e le donazioni stanno già scaldando i motori in vista della probabile votazione federale. In una conferenza stampa, i piccoli e medi imprenditori hanno denunciato oggi a Berna un testo che, a loro parere, mette a rischio la sopravvivenza di decine di migliaia di aziende e, con esse, degli impieghi connessi.

L'iniziativa - lanciata dal Partito evangelico (PEV) e sostenuta anche dal Partito socialista (PS), dai Verdi, dai cristiano-sociali (PCS) e dall'Unione sindacale svizzera (USS) - ha raccolto 111'146 firme, di cui 110'205 valide.

Il testo prevede un tasso di imposizione del 20% per la parte delle eredità che supera i due milioni, nonché per le donazioni oltre i 20'000 franchi. Tutto ciò è sottoposto a una clausola retroattiva al primo gennaio 2012. Per i fautori del testo, l'iniziativa dovrebbe fruttare 3 miliardi di franchi all'anno, somma che verrebbe assegnata nella misura di due terzi all'AVS e del rimanente terzo ai cantoni. Quest'ultimi non dovrebbero così più imporre le successioni e le donazioni.

Per il gruppo di imprenditori (che conta attualmente una novantina di adesioni) l'iniziativa è vista come fumo negli occhi. In particolare, hanno denunciato alcuni di essi - tra cui figura anche il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD/TI), presidente del Cda della Regazzi Holding SA di Gordola - un'imposta del genere rischia di mettere in ginocchio le piccole aziende, specie quelle a conduzione famigliare, rendendo difficile, se non impossibile, il passaggio alla generazione futura poiché verrebbero a mancare i mezzi per questo trapasso.

L'iniziativa ha inoltre un altro grosso difetto, stando ai piccoli e medi imprenditori, poiché sconfina in una settore di competenza cantonale. La maggior parte dei cantoni, si è fatto notare, hanno abolito negli ultimi vent'anni l'imposta di successione per gli eredi diretti, anche per agevolare il passaggio di consegne da una generazione all'altra.

I cantoni dovrebbero quindi fare i conti con minori entrate, come ha spiegato Regazzi. Stando all'imprenditore locarnese, inoltre, anche se venisse adottata, un'imposta di successione federale non potrebbe risanare l'AVS. Quest'ultima ha bisogno di riforme strutturali, come prevede la Riforma 2020 della previdenza sociale, "dal momento che in futuro vi saranno sempre meno contribuenti per un numero sempre maggiore di pensionati".

SDA-ATS