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Le campagne di prevenzione non hanno permesso di ridurre i casi di malattie sessualmente trasmissibili.

KEYSTONE/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

In Svizzera è in aumento la frequenza di malattie sessualmente trasmissibili (MST), nonostante una solida campagna su larga scala delle autorità sanitarie. Nel 2011, la Confederazione aveva annunciato di voler ridurre della metà del numero di casi entro il 2017.

Gli sforzi per la prevenzione non sono del tutto andati perduti, ha annunciato l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Per quanto riguarda l'Aids (causato dal virus HIV), le infezioni a trasmissione sessuale con le conseguenze più gravi, il numero di nuovi casi è rimasto infatti stabile: 556 nel 2016 rispetto ai 552 dell'anno precedente, ha riferito all'ats Adren Kay, portavoce dell'UFSP.

La campagna "Love Life" continuerà anche nel 2017. Circa due milioni di franchi vengono stanziati ogni anno per la prevenzione. Le autorità sanitarie rilevano che i costi di trattamento per una persona positiva all'HIV sono di circa un milione di franchi a carico dell'assicurazione malattia.

Una tendenza al rialzo nelle MST si è verificata nei casi di gonorrea, che hanno raggiunto quota 2500: più del 25% in più rispetto all'anno precedente.

La sifilide, sempre in ribasso negli ultimi due anni, è nuovamente aumentata dell'11,5% per un totale di 1176 casi.

Per quanto riguarda invece la clamidia, una delle infezioni sessualmente trasmissibili più frequenti, l'aumento è stato dell'8,5% e si registrano 11'000 casi all'anno.

Per l'UFSP l'aumento delle MST è in parte da attribuire alla qualità dei nuovi test e alle campagne di sensibilizzazione dei dottori.

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SDA-ATS