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In crescita numero di asilanti che beneficiano dell'aiuto urgente

BERNA - È in crescita il numero dei candidati all'asilo che invece di lasciare la Svizzera si accontentano del sostegno minimo garantito dal cosiddetto aiuto urgente, introdotto nel 2008 al posto della più generosa assistenza sociale. Il fenomeno è ora all'esame di uno speciale gruppo di lavoro.
L'aiuto urgente - un tetto sopra la testa, cure mediche e pochi soldi al giorno - avrebbe dovuto incoraggiare gli "asilanti" respinti ad abbandonare spontaneamente il territorio elvetico, ma la tendenza in atto è ben altra.
Informazioni raccolte dalla "SonntagsZeitung" presso l'Ufficio federale della migrazione (UFM) indicano che i beneficiari di tale prestazione minima erano a metà dello scorso anno 5246. A Lucerna, dall'inizio del 2009 a settembre, gli "asilanti" sottoposti al regime dell'aiuto urgente sono addirittura raddoppiati e le disponibilità di alloggio, sempre secondo il settimanale, cominciano a scarseggiare.
Commentando le rivelazioni giornalistiche, il portavoce dell'UFM Michael Glauser ha detto all'ATS che del caso si occuperà un comitato di esperti, composto di rappresentanti della Confederazione e dei cantoni.
Dovrà indagare se l'obiettivo delle partenze volontarie è stato effettivamente raggiunto e presentare, entro la prossima primavera, un dettagliato rapporto alla ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf. L'aiuto urgente è stato più volte criticato dalla chiese e dalle organizzazioni assistenziali, che lo considerano "inumano".

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