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In Iran bruciano clinica, pensavano ci fossero contagiati

L'Iran è una delle nazioni più colpite dal coronavirus. KEYSTONE/AP/Ebrahim Noroozi sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 febbraio 2020 - 11:40
(Keystone-ATS)

La psicosi per il coronavirus cresce in Iran. Un gruppo di persone ha dato alle fiamme una clinica nella cittadina di Bandar Abbas, nella provincia meridionale di Hormuzgan, perché credeva che ci fossero pazienti affetti da Covid-19.

Il timore era che la struttura ospitasse persone provenienti da Qom, l'epicentro del virus in Iran. Lo riferisce FarsNews spiegando che le fiamme sono state subito domate e che non ci sono vittime.

Un funzionario della Hormuzgan Medical Sciences University sostiene che si è trattato di "indiscrezioni infondate" che comunque hanno provocato la rabbia degli abitanti. Il numero di persone con problemi respiratori a Bandar Abbas ha raggiunto 188 e i sospettati di infezione da coronavirus sono 52.

Anche la popolazione di Shaft, nella provincia settentrionale di Guilan, ha recentemente protestato per il trasferimento delle persone infette in un ospedale centrale della città per la quarantena.

Intanto il governo iraniano ha corretto al rialzo il bilancio delle vittime, parlando di 43 morti (9 in più rispetto alle ultime 24 ore) e 593 contagi (205 in più).

Le cifre ufficiali sono però contestate da più parti, che hanno accusato le autorità di nascondere il vero impatto dell'epidemia. Ieri fonti sanitarie iraniane avevano rivelato alla Bbc che il numero di morti sarebbe già di oltre 200.

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