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India: a rischio produzione farmaci

Immagine d'archivio. KEYSTONE/AP/RAFIQ MAQBOOL sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 28 febbraio 2020 - 16:29
(Keystone-ATS)

La crisi del coronavirus sta minacciando la produzione di farmaci in India, paese che fabbrica il 20% dei medicinali usati nel mondo ed è il maggior esportatore di generici al mondo. Lo afferma un articolo pubblicato da Lancet.

L'India acquista il 70% dei propri principi attivi dalla Cina, sottolinea la rivista medica britannica. Alcuni farmaci, come il paracetamolo e le vitamine, hanno già subito dei rincari dall'inizio della crisi e il governo indiano ha chiesto alle aziende di studiare piani per aumentare la produzione interna dei principi attivi.

"Al momento non c'è ragione per il panico - afferma Sudarshan Jain, segretario generale della Indian Pharmaceutical Alliance - le compagnie maggiori hanno stock per 2-3 mesi. Stiamo compiendo una ricognizione delle scorte e monitorando la situazione in Cina".

Per quanto riguarda il resto del mondo, un documento dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che la Cina fornisca il 20% dei principi attivi utilizzati globalmente. Alcuni esperti che affermano che la percentuale potrebbe essere addirittura il doppio.

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