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Di fronte all'uccisione e alla soppressione ogni giorno di 2.000 tra neonate e feti di sesso femminile in India, dramma che ha generato nel Paese un preoccupante squilibrio fra maschi e femmine, il primo ministro Narendra Modi ha lanciato una campagna nazionale denominata 'Beti bachao, beti padhao' (Salva una bambina, educala!) mirante a convincere le famiglie a mettere fine a questa sventurata pratica.

In un discorso ieri nello Stato dell'Haryana, Modi ha ricordato che attualmente il rapporto maschi-femmine nazionale, "causato da una mentalità risalente al 18/mo secolo", è di 918 donne per 1.000 uomini, e che in alcuni distretti del Paese scende addirittura fino a 775 contro 1.000.

Dopo aver assicurato che indulgere nella pratica del feticidio è "una malattia mentale", il premier ha anche chiesto ai medici di non farsi complici per denaro in una pratica che danneggia gravemente la società indiana.

Da parte sua, riferisce l'agenzia Ani, il ministro per gli Affari femminili e dei bambini, Maneka Gandhi, ha ripetuto che il persistente squilibrio fra nascite di maschi e di femmine fa presumere che "ogni giorno" 2.000 tra feti di sesso femminile e neonate vengono soppressi e uccise nel Paese, un fatto che costituisce "una vergogna nazionale".

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SDA-ATS