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NEW DELHI - Lo stato indiano centrale del Madhya Pradesh ha deciso di presentare ricorso in appello contro la sentenza del tribunale distrettuale di Bhopal che lunedì ha condannato sette manager indiani per il disastro chimico provocato dalla società americana Union Carbide. A riportare la notizia è l'agenzia Pti, che cita il capo del governo locale Shivraji Singh Chouhan, secondo il quale il verdetto è stato "deludente" e quindi sarà presentato un ricorso.
Gli ex manager della fabbrica dei pesticidi sono stati condannati a due anni di carcere con la condizionale e ad una modesta ammenda per aver provocato la "morte per negligenza" di almeno 15'000 persone nel dicembre del 1984.
Lo stato presenterà un ricorso all'Alta Corte (istanza di secondo grado) entro il termine dei 90 giorni, ma prima "un comitato di cinque esperti studierà tutti gli aspetti legali connessi al caso".
Il verdetto, considerato una "beffa" per i sopravissuti e per i responsabili delle campagne a favore delle vittime di Bhopal, continua a occupare l'attenzione dei media indiani. È iniziata anche una caccia alle responsabilità dei vari governi che si sono succeduti al potere a New Delhi negli ultimi 25 anni, in particolare sulla mancata estradizione dell'ex presidente dell'Union Carbide, il quasi novantenne americano Warren Anderson, considerato "latitante" dalla giustizia indiana.
La vicenda di Bhopal potrebbe avere ripercussioni anche sul disegno di legge sulla responsabilità civile in caso di incidente nucleare, in discussione in parlamento. Il progetto legislativo è necessario per attuare l'accordo tra Stati Uniti e India nel campo dell'energia atomica.

SDA-ATS