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L'India ha chiesto all'ambasciatore dell'Arabia Saudita a New Delhi di cooperare in una inchiesta riguardante accuse di stupro e torture presentata da due donne nepalesi, di 30 e 50 anni, domestiche in casa di un diplomatico saudita.

Lo riferisce oggi l'agenzia di stampa Pti.

Sia l'identità delle vittime, rientrate a Kathmandu dopo essersi sottoposte a esami che hanno provato violenze sessuali e sodomia, sia quella del diplomatico, rifugiatosi con la famiglia nell'ambasciata del suo Paese, non sono state rese note.

Le due donne coinvolte avevano lasciato il Nepal quattro mesi fa accettando la proposta di un'agenzia che aveva promesso loro un lavoro in Arabia Saudita, ma si erano ritrovate a lavorare a casa del diplomatico a Gurgaon, città a sud di New Delhi.

All'inizio della settimana, su richiesta di una ong indiana, la polizia ha fatto irruzione nella casa del primo segretario dell'ambasciata saudita, portando via a forza le domestiche.

Le due nepalesi hanno presentato una denuncia in cui hanno sostenuto che il loro datore di lavoro le aveva "ripetutamente stuprate e sodomizzate, offrendole spesso in 'regalo' ad ospiti di passaggio". "Siamo state anche torturate e talvolta siamo state costrette - hanno assicurato - a lavorare senza ricevere cibo per giorni".

L'ambasciatore saudita Saud Mohammed Alsati ha protestato presso il ministero degli Esteri indiano per l'ingresso della polizia a casa del diplomatico "in violazione della Convenzione di Vienna" definendo "false" le accuse delle due donne.

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SDA-ATS