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India: Goa; no a conferenza su turismo gay, "è offensiva"

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 ottobre 2011 - 13:39
(Keystone-ATS)

Una conferenza dedicata al turismo gay sulle spiagge di Goa, nel sud dell'India, è stata cancellata dalle autorità locali dopo le proteste dei cattolici e dei fondamentalisti indù. Lo riporta l'agenzia Pti.

In programma alla Goa International Travel Mart, una fiera per promuovere la famosa ex colonia portoghese che si è conclusa ieri, era prevista una sessione dedicata alla comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali). Ma il ministro locale del Turismo, Nilkant Halarnkar, ha deciso di depennare l'evento per non offendere "i sentimenti della gente".

La decisione è giunta infatti dopo una denuncia alla polizia da parte di un'associazione della Destra secondo la quale "lo Stato di Goa ha già una pessima reputazione come paradiso del sesso e della droga. Non è quindi necessario aggiungere un'altra etichetta. Il governo è gia troppo tollerante su prostituzione, gioco d'azzardo e traffico di stupefacenti". Sulla stessa lunghezza d'onda è la Chiesa locale. Un portavoce, Francisco Caldeira, ha detto che il governo locale "non dovrebbe favorire questo tipo di turismo".

Tuttavia secondo gli organizzatori, la celebre fiera del turismo Itb Berlino, non è giusto associare gli Lgbt con "pedofilia, turismo sessuale o servizi di escort". Da quando è stato abolito il reato dell'omosessualità nel 2009, l'India è diventata una delle mete preferite del ricco turismo gay, in particolare il mare tropicale di Goa dove sta per iniziare la stagione vacanziera.

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