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Le indiane musulmane non vogliono il divorzio attraverso WhatsApp

KEYSTONE/AP/PATRICK SISON

(sda-ats)

La Corte Suprema ha deciso di esaminare fra un mese la compatibilità con la Costituzione dell'India del 'divorzio immediato' utilizzato da molti musulmani per liberarsi rapidamente dalla consorte attraverso il 'triplo talaq'. Lo riferisce oggi l'agenzia di stampa Ani.

La Corte esaminerà il tema di fronte al moltiplicarsi delle denunce di molte donne che rifiutano di essere 'divorziate' dai mariti con questo sistema, applicato talvolta in modo atipico utilizzando posta, WhatsApp, o addirittura annunci sul giornale.

Una denuncia riguardante quest'ultimo metodo è arrivata ieri alla polizia di Hyderabad, capitale comune degli Stati di Andhra Pradesh e Telangana, da una donna di nome Nazmin che ha appreso che il marito, Mustaquddin, aveva deciso di divorziare da lei con un annuncio sul quotidiano in urdu 'Siyasat'.

Ieri a Kanpur, in Uttar Pradesh, è emerso che un musulmano di nome Nasir Khan, ha deciso di inviare tre missive per posta alla moglie Aliya Siddiqui per ufficializzare la formula 'Io divorzio da te' (talaq), necessaria per l'interruzione del matrimonio.

I media indiani hanno riferito di altri casi di divorzio in cui musulmani hanno utilizzato WhatsApp, o anche una e-mail, per manifestare la volontà di interrompere il matrimonio, spingendo le mogli a presentare denunce alla polizia e la Corte Suprema a sollevare la questione di legittimità costituzionale.

SDA-ATS

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