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Una donna è morta in Uttar Pradesh, nel nord dell'India, dopo essere stata bruciata viva da due poliziotti infuriati perché si era rifiutata di pagare una bustarella. Lo riportano i media locali.

Lo scioccante episodio è avvenuto in un commissariato di Lucknow dove Neetu Dwidedi, di 40 anni, si era recata per cercare di ottenere la liberazione del marito arrestato in connessione con un crimine. Secondo quando ha raccontato lei stessa prima di morire, i due agenti le avevano chiesto di pagare 100 mila rupie (oltre 1'500 dollari), che è una somma enorme per la maggioranza delle famiglie indiane.

Quando si è opposta, i due agenti hanno cominciato ad insultarla e aggredirla con violenza fino ad arrivare all'estremo gesto di bruciarla viva.

I due uomini hanno smentito le accuse replicando che la donna si è data fuoco per protesta. Ricoverata all'ospedale con l'80% di ustioni su tutto il corpo, Dwidedi non ce l'ha fatta a sopravvivere. Il figlio che è giornalista per un quotidiano locale, ha detto di "volere giustizia in modo che sua madre possa riposare in pace".

I due poliziotti sono stati per ora sospesi in attesa di accertamenti. Il governatore dell'Uttar Pradesh, Akhilesh Yadav, un politico molto influente, ha ordinato un'inchiesta per fare luce sull'accaduto.

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SDA-ATS