Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il Parlamento indiano ha approvato oggi una legge contro i "baby stupratori", che abbassa da 18 a 16 anni l'età in cui un individuo può essere trattato come un adulto in caso di gravi crimini.

Il provvedimento, chiamato "Juvenile Justice" (Care and Protection of Children) Amendment Bill, era fermo al Senato dove da diversi mesi l'Opposizione sta facendo uno duro ostruzionismo contro il governo.

La questione è ritornata alla ribalta della cronaca dopo le proteste per la scarcerazione del più giovane dei violentatori di "Nirbhaya", la studentessa di New Delhi morta tre anni fa dopo orribili torture sessuali commesse da un "branco" su un bus. Il ragazzo, che era minorenne all'epoca del crimine, è da domenica in libertà dopo aver scontato la pena di tre anni di riformatorio.

La nuova legge, proposta ad agosto dal governo, di fatto viola le convenzioni dell'Onu sui diritti dell'infanzia e per questo è stata molto dibattuta in Parlamento e dagli attivisti. Si applica ai minorenni che commettono reati per i quali il Codice penale indiano prevede pene superiori ai sette anni.

I genitori di Jyoti Singh, questo il vero nome di Nirbhaya, avevano presentato diversi ricorsi in tribunale per impedire il rilascio del giovane, ma i giudici avevano respinto gli appelli e chiesto all'esecutivo di modificare la legge esistenti per permettere di punire i minorenni che si macchiano di gravi abusi.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS