La Corte suprema indiana ha sospeso oggi la condanna a morte di due uomini accusati dello stupro di "Nirbhaya", la studentessa di New Delhi stuprata nel dicembre del 2012 su un autobus e morta dopo nove giorni di agonia.

Vinay Sharma, un insegnante di ginnastica, e l'amico Akshay Thakur, uomo delle pulizie, erano stati condannati alla pena capitale insieme ad altri due complici (un quinto si è suicidato in carcere e un sesto che era minorenne si trova in riformatorio) per la brutale violenza sessuale.

I giudici del massimo organo giudiziario di New Delhi hanno giustificato la decisione con il fatto che esiste un altro ricorso presentato dagli altri due imputati, Mukesh Singh e Pawan Gupta, che si proclamano innocenti e vittime di una ingiustizia.

Lo scorso 13 marzo l'Alta Corte di New Delhi aveva confermato la condanna a morte inflitta in primo grado ai quattro componenti del "branco". I particolari della violenza sessuale su un autobus contro la giovane, appartenente alla classe media indiana e morta poi in un ospedale di Singapore, suscitarono un'ondata di proteste in tutta l'India e grande emozione a livello internazionale. La vittima fu ribattezzata dai media "Nirbhaya" (Colei che non ha paura).

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