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India: scontri Delhi; bilancio sale a 20 morti

Auto, case e negozi sono stati dati alle fiamme nelle aree periferiche di New Delhi. Keystone/EPA/STR sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 febbraio 2020 - 10:14
(Keystone-ATS)

È salito a 20 morti il bilancio delle violenze intercomunitarie nella capitale indiana New Delhi. I feriti sono quasi 200.

Il governatore di Delhi, Arwind Kejriwal, ha chiesto questa mattina il coprifuoco e l'intervento dell'esercito nelle aree est della capitale colpite dai disordini. Da parte sua la presidente del Partito del Congresso, Sonia Gandhi, ha chiesto le dimissioni del ministro degli interni indiano Amith Shah per non avere bloccato le violenze e aver consentito che la situazione degenerasse.

Rivoltosi armati di pietre, sciabole e talvolta anche pistole stanno seminando da domenica caos e terrore nelle aree periferiche a maggioranza musulmana nell'est della megalopoli, a una decina di chilometri dal centro. Essi devastano e bruciano negozi, case, laboratori, moschee e spesso aggrediscono selvaggiamente le persone in strada.

Gli scontri tra induisti e musulmani sono scaturiti da proteste contro una discussa nuova legge sulla cittadinanza, approvata lo scorso anno e che i contestatori ritengono essere anti-musulmano.

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