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Un tribunale speciale ha condannato a morte oggi un uomo di 29 anni accusato di aver stuprato, massacrato e bruciato una ragazza nel gennaio 2014 a Mumbai. Lo riferisce l'agenzia di stampa Ians.

Il giovane, Chandrabhan Sudam Sanap, era stato giudicato colpevole il 27 ottobre di violenza sessuale, omicidio, occultamento di cadavere e rapina. I genitori della vittima, Esther Anuhya una perito informatico di 23 anni dello stato meridionale dell'Andhra Pradesh, hanno accolto con soddisfazione il verdetto dicendo che "servirà come deterrente".

La pena di morte è in vigore in India, ma è comminata soltanto in casi "rari tra i più rari" e secondo i giudici questo caso rientra in tale categoria.

Anuhya era stata stuprata dopo essere arrivata a Mumbai con il treno alle prime ore del mattino quando non c'erano mezzi di trasporto disponibili. L'uomo si era offerto di accompagnarla al suo ostello nel sud della metropoli, ma poi l'ha portata con una moto in un'area boschiva dove ha tentato di abusare di lei.

Quando la ragazza ha resistito, accecato dalla rabbia, l'ha colpita ripetutamente alla testa con una pietra fino ad ucciderla. Poi con la benzina della moto ha dato fuoco al suo cadavere nel tentativo di eliminare ogni traccia del delitto. Le ha poi rubato il bagaglio con dentro un computer portatile.

La polizia è riuscita a rintracciarlo circa due mesi dopo. Oltre una decina di testimoni hanno visto i due insieme alla stazione e poi sulla moto. Da alcuni resti carbonizzati e in particolare da un anello, gli investigatori sono poi riusciti a identificare la ragazza.

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SDA-ATS