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NEW DELHI - Il tribunale speciale di Mumbai (Bombay) ha condannato all'impiccagione Mohammed Ajmal Amir Kasab, l'unico terrorista a essere stato catturato vivo dopo la strage del 26 novembre 2008 nella metropoli indiana, in cui morirono 166 persone. Quattro giorni fa il giovane pachistano era stato giudicato colpevole di oltre 80 capi di accusa, tra cui insurrezione armata, cospirazione e pluriomicidio.
Il codice penale indiano prevede la pena di morte per impiccagione, ma le esecuzioni sono rare. L'ultima volta che il boia è entrato in azione è stato il 14 agosto 2004 a Calcutta quando fu impiccato un omicida e stupratore. Ma erano nove anni che un condannato non andava più al patibolo.
Dall'indipendenza dell'India la pena capitale è stata inflitta in circa 2 mila casi, ma le esecuzioni sono state solo 45. Gli altri condannati sono nel braccio della morte in attesa di un giudizio di grado superiore o hanno ottenuto la commutazione della pena in ergastolo.
In attesa della grazia presidenziale ci sono 50 condannati.

SDA-ATS