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Gli analisti finanziari rimangono ottimisti sul futuro della congiuntura svizzera, ma meno che nel mese scorso.

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

Gli analisti finanziari rimangono ottimisti sul futuro della congiuntura svizzera, ma meno che nel mese scorso: il relativo indice calcolato da Credit Suisse e da CFA Society Switzerland è sceso in giugno a 20,7 punti, contro i 30,8 punti di maggio (-10,1).

Nonostante questo calo, la situazione economica in Svizzera è giudicata "positiva" dal punto di vista della crescita dal 31% degli analisti consultati, si legge in una nota odierna dei due istituti. Il rimanente 69% giudica la situazione attuale "normale".

Inoltre, dal mese di marzo 2017, l'indice è sempre rimasto sopra la soglia dei 20 punti, cosa che non era più avvenuta dal febbraio 2014.

Per quanto riguarda l'Eurozona, l'ottimismo rimane elevato. Il 45% degli analisti consultati valutano "buona" la congiuntura e il 52% "normale". La prudenza regna invece nei confronti degli Stati Uniti, con il 45% degli intervistati che ritengono "buona" la situazione, contro il 58% del mese precedente.

Nel dettaglio, il 58,6% degli interrogati è convinto che nei prossimi sei mesi non vi saranno cambiamenti nella situazione congiunturale, il 34,5% si aspetta un miglioramento e il 6,9% pronostica un peggioramento.

Sul fronte dell'inflazione, il 34,5% punta su un aumento in Svizzera nei prossimi sei mesi (52% in maggio): per USA ed Eurozona le percentuali sono rispettivamente del 51,7% (68% precedentemente) e del 27,6% (56%).

Malgrado l'indebolimento del franco rispetto all'euro dopo le presidenziali francesi, il 17,2% degli analisti ritiene che la valuta elvetica si rafforzerà nuovamente, mentre il 24,1% è dell'opinione contraria. Il dollaro dovrebbe apprezzarsi sul franco, secondo il 48,3% degli specialisti, e i tassi di interesse sul breve periodo dovrebbero rimanere immutati (per il 96,6%).

Il 48,1% pronostica inoltre un aumento delle azioni svizzere e il 74,1% una progressione dei titoli europei. Per la Borsa americana la proporzione scende al 44,4%.

Al sondaggio, effettuato fra il 12 e il 21 giugno, hanno partecipato 29 analisti.

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SDA-ATS