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Le aspettative degli esperti finanziari riguardo al futuro della congiuntura svizzera sono leggermente migliorate, ma rimangono a un basso livello. Il relativo indice calcolato dal Centro di Mannheim per la ricerca economica europea (ZEW) e dal Credit Suisse (CS) è salito in luglio a -42,5 punti, contro -43,4 punti in giugno.

Dopo il crollo registrato nei mesi scorsi l'indice si è quindi stabilizzato, si legge in un comunicato odierno. Il 53,7% degli analisti e degli economisti interrogati è convinto che nei prossimi mesi non vi saranno cambiamenti nella situazione congiunturale, l'1,9% si aspetta un miglioramento e il 44,4% pronostica un peggioramento (valori che determinano poi l'indice complessivo: 1,9 meno 44,4 = -42,5).

Rispetto al mese scorso gli ottimisti sono in calo (-2,5 punti), ma lo sono ancora di più i pessimisti (-3,4 punti). Si infoltiscono per contro le file di chi punta sullo status quo (+5,9 punti).

Si è intanto ampliata ulteriormente (+9,2 punti all'87,0%) la quota di coloro che ritengono che il cambio euro/franco rimarrà immutato. Solo il 3,7% si aspetta per contro un rafforzamento della moneta europea, ciò che corrisponde al più basso livello dal giugno 2009.

Per quanto riguarda i tassi, a corto termine il 96,2% del campione li attende stabili, una percentuale che scende al 50,9% se la prospettiva è di lungo periodo. In questo caso il 37,8% prevede un aumento e l'11,3% una flessione.

L'analisi si basa su un sondaggio effettuato dal 2 al 13 luglio cui hanno partecipato 46 esperti.

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SDA-ATS