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L'indice totale dei prezzi alla produzione e all'importazione è salito a gennaio dello 0,4% rispetto a dicembre. L'aumento, indica stamane l'Ufficio federale di statistica (UST) è dovuto soprattutto al rialzo dei prezzi dei prodotti petroliferi.

Su base annua la variazione è di +0,8%

L'incremento dell'indice dei prezzi alla produzione (+0,3% mensile) va ricondotto in particolare ai prezzi più alti dei rottami di ferro, dei prodotti petroliferi e degli orologi. Più caro anche l'acciaio. Prezzi in calo invece per elementi elettronici e schede elettroniche. Rispetto a gennaio 2016 si registra una progressione dello 0,2%.

Sul fronte dell'importazione (+0,7% su dicembre) i prezzi sono saliti per quanto riguarda carburanti, olio da riscaldamento, petrolio greggio e gas naturale. Tendenza al rialzo anche per ortaggi, patate, ferro grezzo, acciaio, componenti di orologi e acciaio lavorato. Sono invece scesi i prezzi di computer, unità periferiche, metalli non ferrosi e prodotti di elettronica di consumo. Su base annua l'indice dei prezzi all'importazione è aumentato del 2%.

Per le attività manifatturiere e l'industria, l'UST ha rilevato aumenti mensili di prezzo dello 0,2% sia per il mercato interno, sia per le esportazioni. Rispetto a dodici mesi prima, il livello dei prezzi per il mercato interno è salito dello 0,3%: quello dei prezzi all'esportazione è calato dello 0,8%.

SDA-ATS

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