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In Indonesia, dove oggi si è votato per le elezioni legislative, il principale partito di opposizione è in testa nel conteggio parziale, seppure con un risultato inferiore alle aspettative. Se i dati saranno confermati, l'opposizione sarà costretta a mettere insieme una coalizione per poter schierare Joko Widodo, il popolare governatore di Jakarta, come proprio candidato alle elezioni presidenziali del 9 luglio.

Il Partito democratico indonesiano di Lotta (Pdi-p) dell'ex presidente Megawati Sukarnoputri ha ottenuto il 19% delle preferenze, sotto la soglia del 25% che consente di nominare un candidato premier senza essere obbligati a formare una coalizione.

Il partito Golkar è in seconda posizione con il 14% dei voti, mentre il Partito democratico dell'attuale presidente, Susilo Bambang Yudhoyono, ha visto dimezzare i suoi consensi, fermandosi attorno al 10%, sulla scia della disillusione popolare verso un presidente la cui annunciata linea dura contro la corruzione non si è mai materializzata. Sommati tra di loro, diversi partiti islamici hanno ottenuto quasi un terzo dei voti, con il 32%.

I risultati ufficiali saranno annunciati probabilmente solo a inizio maggio. Date le scarse differenze ideologiche nel sistema politico indonesiano, i partiti rappresentano più dei veicoli di importanti interessi economici e familiari. In tale panorama, l'irrompere di Joko Widodo (soprannominato Jokowi, 52 anni) rappresenta una ventata di freschezza che ha fatto appassionare molti indonesiani, affascinanti dall'immagine semplice, da concreto "uomo della gente", amante dell'hard rock, dell'attuale governatore della capitale.

SDA-ATS