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Industria delle macchine, possibile taglio di 20'000 impieghi

La Mikron è fra le aziende che ha già cominciato a tagliare. KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 maggio 2020 - 11:01
(Keystone-ATS)

Licenziamenti di massa come quelli vissuti dopo la crisi finanziaria del 2008: li prevede Hans Hess, presidente di Swissmem, l'associazione padronale dell'industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica (MEM), fortemente orientata all'esportazione.

Allora andarono persi 20'000 impieghi e uno scenario del genere potrebbe ripresentarsi nei prossimi anni, afferma Hess in dichiarazioni riportate oggi dalla Neue Zürcher Zeitung. Attualmente il comparto MEM dà lavoro a circa 325'000 persone in Svizzera.

Il manager 65enne sembra quindi aver cambiato opinione rispetto ad alcune settimane or sono: nella conferenza stampa annuale della sua organizzazione, a inizio marzo, aveva detto che lo strumento del lavoro ridotto sarebbe stato sufficiente per superare la crisi senza operare licenziamenti.

Due settimane fa Swissmem ha pubblicato i dati relativi al primo trimestre: i ricavi delle aziende del settore si sono contratti del 5,7%. L'associazione aveva comunque sottolineato che l'impatto maggiore della pandemia è atteso nel secondo e terzo trimestre.

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