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Continua ad aumentare il personale attivo nell'industria orologiera svizzera, anche se la crescita sta rallentando: stando ai dati diffusi oggi dalla Convenzione padronale (CP) il 30 settembre 2013 il ramo vedeva attive 57'286 persone, 1470 più che l'anno prima (+2,6%). Il Ticino si segnala per una progressione molto più sostenuta rispetto al resto del paese.

A livello nazionale l'aumento degli effettivi è inferiore a quello del 2012 (+3013) e del 2011 (+4255), segnale "di una certa prudenza nel settore", scrive la CP in un comunicato. Malgrado una situazione generale incerta, in particolare a causa del calo delle esportazioni in Asia e dei tassi di cambio sfavorevoli, le imprese orologiere restano comunque ottimiste, afferma l'associazione padronale.

La progressione dell'impiego a partire dal 2000 viene giudicata "fenomenale": in 13 anni il settore ha aumentato di un terzo, gli effettivi, aumentando di quasi 20'000 posti. Fra il 2004 e il 2008 le società del ramo avevano vissuto un periodo di forte espansione, toccando un picco a 53'300 dipendenti per poi scendere nel 2010 - complice la crisi economica - a 48'548. Da allora è ricominciata la crescita.

I cantoni in cui nel 2013 era attivo più personale erano Neuchâtel (15â€TM463), Berna (11â€TM361) e Ginevra (9â€TM546). Seguivano Soletta, Giura, Vaud e - in settima posizione - il Ticino, con 2508 persone, ciò che rappresenta il 4,4% del totale elvetico. In soli dodici mesi il personale a sud delle Alpi è aumentato del 22%, partendo dai 2063 attivi del 2012.

Riguardo a quest'anno vi è anche l'indicazione sul salario minimo: per un lavoratore non qualificato 2600 franchi mensili in Ticino, inferiore a quello delle altre regioni del paese. La statistica della CP fornisce anche indicazioni su sesso e qualifica dei dipendenti, ma non riguardo al loro domicilio in Svizzera o all'estero.

SDA-ATS