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Iniziativa 13esima AVS lanciata oggi

L'iniziativa "Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)" è stata lanciata oggi. Immagine d'archivio. KEYSTONE/DPA zb/RALF HIRSCHBERGER sda-ats

(Keystone-ATS) Un supplemento alla rendita AVS equivalente a una tredicesima mensilità aiuterebbe a vivere meglio la vecchiaia. È questo l’obiettivo dell’iniziativa popolare lanciata oggi a Berna da un’ampia alleanza comprendente i sindacati.

Al giorno d’oggi la rendita prevista non è sufficiente per una vita dignitosa e perde costantemente di valore, è stato affermato in conferenza stampa. L’iniziativa “Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)” chiede, attraverso una modifica della costituzione, che i beneficiari di una rendita di vecchiaia in futuro abbiano diritto a un supplemento equivalente a una tredicesima mensilità.

Allo stesso tempo non ci deve essere né una riduzione delle prestazioni supplementari né una perdita del diritto a tali prestazioni. Il tutto deve essere attuato al più tardi all’inizio del secondo anno civile successivo all’accettazione dell’iniziativa.

Per le donne

Particolarmente preoccupante è la situazione della popolazione femminile. Proprio nell’anno successivo allo sciopero delle donne, ha sottolineato la consigliera nazionale Léonore Porchet (Verdi/VD), è ora di dare una svolta.

La solidarietà infatti, le ha fatto eco la vice presidente del PS Barbara Gysi (SG), non è solamente fra salari alti e bassi, ma anche fra i sessi. È un vero e proprio scandalo che nel 2020 le donne abbiano rendite nettamente inferiori rispetto agli uomini, ha aggiunto.

Anche quando dispongono di un secondo pilastro i soldi possono non bastare, in particolare a causa del lavoro a tempo parziale e dei bassi salari. Una tredicesima mensilità andrebbe incontro a tutte le persone che sono discriminate anche dopo la pensione.

Contro la privatizzazione

Secondo Pierre-Yves Maillard, presidente dell’Unione sindacale svizzera (USS), l’iniziativa permette anche di combattere la minaccia di una privatizzazione della previdenza vecchiaia. Banche e assicurazioni tendono infatti a fare cattiva pubblicità all’AVS, in modo da vendere più prodotti possibili per il terzo pilastro.

Bisogna decidere se accettare questa strisciante privatizzazione o rafforzare la solidarietà, ha continuato Maillard. I partiti borghesi, ha detto ancora, mettono gli interessi dell’industria della previdenza davanti a quelli dei normali salariati. Nella Confederazione, però, ci sono soldi a sufficienza per una pensione dignitosa, ad esempio utilizzando gli utili della Banca nazionale svizzera (BNS).

A sostenere l’iniziativa c’è anche il Consiglio svizzero degli anziani (CSA), poiché le rendite devono poter garantire la sopravvivenza delle persone. La realtà è però diversa, con la metà delle persone andate in pensione nel 2017 che ricevono una mensilità inferiore ai 3600 franchi. Oltre 350’000 anziani vivono in povertà o ne sono minacciati.

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