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Le rendite dell'Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) non devono essere aumentate del 10%. Senza sorprese, il Consiglio federale propone di respingere l'iniziativa popolare denominata "AVSplus: per un'AVS forte" lanciata dalla sinistra e dall'Unione sindacale svizzera (USS) senza opporle un controprogetto. Il governo preferisce puntare sulla sua strategia globale in materia di previdenza vecchiaia.

Secondo il Consiglio federale, l'iniziativa genererebbe un aumento delle spese dell'AVS di circa 4 miliardi di franchi l'anno e addirittura di 5,5 miliardi entro il 2030. Il testo complicherebbe quindi ulteriormente le sfide finanziarie dell'AVS, che in quel periodo dovrà far fronte al pensionamento delle persone nate negli anni 1950 e 1960, le cosiddette generazioni del baby boom.

Il governo ha peraltro incaricato il Dipartimento federale dell'interno (DFI) di elaborare un messaggio entro la fine dell'anno, termine entro il quale intende sottoporre al parlamento anche il messaggio sulla propria proposta di riforma "Previdenza per la vecchiaia 2020".

L'iniziativa "AVSplus: per un'AVS forte", depositata il 17 dicembre 2013 con 111'683 firme valide, chiede un potenziamento delle rendite AVS del 10%, pari a un aumento mensile di 200 franchi per le persone singole e di 350 franchi per i coniugi.

SDA-ATS