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Iniziativa limitazione: dannosa per posti di lavoro, comitato PMI

Hans-Ulrich Bigler, direttore dell'Usam KEYSTONE/PETER KLAUNZER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 febbraio 2020 - 11:33
(Keystone-ATS)

L'iniziativa dell'UDC "per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)" è dannosa per l'economia e i posti di lavoro in Svizzera.

Dopo i sindacati, oggi è scesa in campo anche l'Unione delle arti e mestieri (Usam) per combattere il testo in votazione popolare il 17 maggio.

L'accordo di libera circolazione con l'Unione europea (UE) permette alle imprese svizzere di attingere in modo flessibile e senza troppa burocrazia a un grande bacino di lavoratori europei. La sua risoluzione equivale a ripristinare il sistema delle quote, ha avvertito, in una nota, Hans-Ulrich Bigler, direttore dell'Usam.

Una volta esaurite le quote, le aziende non potranno più assumere specialisti stranieri quando ne avranno bisogno. Gli ordini saranno quindi ritardati e i clienti non aspetteranno, andranno altrove, ha aggiunto. Sarebbe un duro colpo per le piccole e medie imprese (PMI).

E la situazione peggiorerà nei prossimi anni con il pensionamento dei baby boomers, ha avvertito la vicepresidente dell'Usam Daniela Schneeberger. Molte persone lasceranno il mercato del lavoro e saranno solo parzialmente sostituite da nuovi arrivati. Ci sarà carenza di manodopera qualificata.

Bigler ha pure ricordato che le PMI dipendono dall'estero. Un terzo di loro realizza oltre il 50% del proprio fatturato al di fuori dei confini svizzeri. L'accesso al mercato UE è di importanza cruciale, ha spiegato. Senza di essa, le aziende svizzere perdono gran parte della loro competitività.

In Ticino i circa 67'000 frontalieri che arrivano ogni giorno offrono il potenziale per far fronte alla carenza di lavoratori qualificati, ha da parte sua sostenuto nella nota il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD/TI), che ha messo in guardia contro le facili tentazioni di sostenere un'iniziativa che contiene la parola "limitazione".

In Ticino - ha aggiunto - non dobbiamo dimenticare che l'iniziativa mette in pericolo il successo rappresentato dagli accordi bilaterali, che hanno portato prosperità e lavoro negli ultimi decenni. "Per noi ticinesi è essenziale difendere e, se possibile, rafforzare le misure di accompagnamento", ha proseguito Regazzi. "La protezione dei salari non deve in nessun caso essere rimessa in questione".

L'iniziativa per la limitazione esige che la Svizzera regoli in maniera autonoma l'immigrazione degli stranieri. Impedisce inoltre ogni nuovo trattato di obbligo internazionale per la libera circolazione.

Se l'iniziativa venisse accettata dal popolo, le autorità avrebbero un anno per negoziare la fine dell'accordo con Bruxelles. Se non si dovesse trovare una soluzione, il Consiglio federale dovrebbe uscire dall'intesa nel mese successivo, col rischio di far cadere l'insieme degli accordi bilaterali.

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