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Iniziative "prezzi equi" e "imprese responsabili" e controprogetti

Si discute di "prezzi equi" e "imprese responsabili" KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 marzo 2020 - 09:30
(Keystone-ATS)

Riprendono con la tradizionale Ora delle domande i dibattiti al Consiglio nazionale (14.30-21.45). In seguito la Camera si occuperà dell'iniziativa popolare "per prezzi equi".

Il testo chiede di creare le basi legali per lottare contro le pratiche di discriminazione dei prezzi spesso adottate all'estero nei confronti dei compratori svizzeri. Concretamente, si sollecitano misure contro i prezzi esageratamente alti e lo sfruttamento del potere d'acquisto da parte di imprese nazionali ed estere.

La commissione preparatoria chiede di bocciare la proposta di modifica costituzionale, ma vorrebbe affiancargli un controprogetto. Questo è inteso soprattutto a proteggere le imprese che risultano svantaggiate rispetto ai loro concorrenti esteri a causa di costi d'acquisto più elevati o di un rifiuto di consegna.

Il Consiglio degli Stati (15.15-20.00) si occuperà da parte sua del controprogetto all'iniziativa popolare "Per imprese responsabili". Il Nazionale ha approvato una controproposta che concerne le società più grandi (fatturato di oltre 80 milioni, utile di almeno 40 milioni e 500 dipendenti; devono essere soddisfatti almeno due di questi tre criteri) e limiterebbe la loro responsabilità civile alle loro filiali controllate direttamente. La proposta contiene anche una procedura di conciliazione obbligatoria tra le parti prima dell'avvio di una procedura penale.

Questa proposta è stata giudicata accettabile dagli iniziativisti, tanto che hanno annunciato che il testo sarà ritirato se il controprogetto dovesse essere adottato. L'idea non ha però convinto né Consiglio degli Stati né il Consiglio federale, che la ritengono eccessiva e con troppe ripercussioni negative sull'economia.

I "senatori" preferiscono sostenere il controprogetto elaborato dal governo che si limita a chiedere alle multinazionali di riferire ogni anno sulla loro politica in materia di diritti umani e che contempla anche doveri di "diligenza" in materia di lavoro minorile ed estrazione di materie prime. Oggi dovrebbero ribadire tale decisione.

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