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La Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati (CET-S) ha deciso di sospendere l'esame delle iniziative cantonali ticinesi che chiedono l'abrogazione dell'accordo sui frontalieri del 1974 con l'Italia, la competenza cantonale per fissare i contingenti dei frontalieri e uno statuto speciale per il Ticino allo scopo di mitigare le ricadute negative della libera circolazione. Prima di pronunciarsi, la CET-S attende una presa di posizione dei consiglieri federali competenti per il prossimo 23 di febbraio, quando tornerà a riunirsi, che dovrà tener conto dell'apprezzamento del franco seguito alla decisione della Banca nazionale di sganciarsi dall'euro.

Per la CET-S è quindi al momento prematuro esprimersi sul contenuto delle tre iniziative senza ulteriori approfondimenti, specie per quanto attiene agli effetti che potrebbe avere il rincaro del franco sul mercato del lavoro, i consumi, il turismo e le esportazioni.

La CET-S riconosce che il cantone a Sud delle Alpi è toccato in larga misura dal problema dei frontalieri e dalle conseguenze della libera circolazione delle persone. La CET-S sostiene, tuttavia, che la Road Map negoziata con Roma per risolvere la questione della tassazione dei frontalieri e altre vertenze di carattere fiscale rappresenti già "un grande passo nella giusta direzione".

Ieri, invitati dalla CET-S per un'audizione, i membri del Gran consiglio ticinese Christian Vitta (PLR), Saverio Lurati (PS), Francesco Maggi (Verdi) e Maurizio Agustoni (PPD), hanno potuto presentare nei particolari il contenuto delle 3 iniziative.

In particolare hanno chiesto la sospensione dell'iniziativa che chiede l'abrogazione dell'accordo con l'Italia sui frontalieri, nell'attesa che la Road Map negoziata tra Berna e Roma venga concretizzata.

Stando a Christian Vitta, il futuro dell'iniziativa cantonale sui frontalieri dipenderà dall'esito delle trattative con Roma. Qualora il risultato dovesse essere giudicato soddisfacente, aveva precisato all'ats, l'iniziativa non avrebbe più ragion d'essere. In caso contrario, invece, verrebbe mantenuta.

Secondo Saverio Lurati, le due altre iniziative sono più attuali che mai, visto il problema del dumping salariale, della pressione sull'occupazione, dei padroncini e dei lavoratori distaccati.

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SDA-ATS