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In Svizzera sempre più persone e organizzazioni solidarizzano con le vittime delle inondazioni nei Balcani: finora sono stati raccolti complessivamente 3,2 milioni di franchi. Serviranno a realizzare progetti nelle regioni colpite dal maltempo.

Caritas Svizzera, l'Aiuto delle chiese evangeliche della Svizzera (ACES) e la Croce rossa svizzera (CRS) mettono a disposizione complessivamente due milioni di franchi e stanno realizzando misure urgenti con i loro partner in loco, precisano le organizzazioni in note emesse oggi.

Caritas con i suoi 500'000 franchi sta già distribuendo in Serbia e Bosnia generi di prima necessità, come viveri e articoli igienici. In Bosnia sono poi già in azione pompe e deumidificatori che erano stati acquistati in occasione delle intemperie del 2010. L'organizzazione sarà poi attiva anche nella fase della ricostruzione.

Dal canto suo la CRS, che aveva stanziato 1,3 milioni di franchi, ha fornito durante il fine settimana ai sinistrati 9000 barattoli di prodotti conservati, 2000 litri di acqua potabile, stivali di gomma, coperte e materassi. Inoltre ha anche messo a disposizione 20 apparecchi per deumidificare.

Dal canto suo l'ACES, che ha messo a disposizione 250'000 franchi, si concentra, sempre con partner locali, per rendere di nuovo accessibili le abitazioni che si trovano nelle zone rurali nell'ovest della Serbia, ma anche per aiutare le comunità Rom che spesso abitano vicino ai fiumi.

ACES, Caritas Svizzera e CRS sono partner accreditate della Catena della solidarietà che finora ha raccolto 667'223 franchi, grazie anche al contributo di 500'000 franchi di Swisscom. "Vogliamo manifestare la nostra solidarietà nei confronti delle vittime. Swisscom occupa vari collaboratori originari di questa regione", ha dichiarato il responsabile della comunicazione citato in una nota.

Martedì anche la Confederazione aveva sbloccato mezzo milione di franchi.

SDA-ATS