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Il 9% della anidride carbonica (CO2) presente oggi nell'atmosfera ha almeno due secoli e quindi emessa ancora in epoca preindustriale. Lo ha scoperto uno studio della Carnegie Institution for Science, pubblicato da Environmental Research Letters.

Lo studio ha calcolato con un modello matematico gli effetti sulle emissioni dell'aumento di 5 volte della popolazione mondiale nel millennio tra l'850 e il 1850 dopo Cristo, quando si toccò il miliardo di persone, che avvenne per metà in Cina e India.

Questa espansione, spiegano gli autori, ha portato alla trasformazione di grandi quantità di terreno coperto da foreste in terreno agricolo, con il conseguente rilascio di anidride carbonica.

Parte di questo gas è stata emessa immediatamente, nel caso in cui gli alberi siano stati semplicemente bruciati, mentre una parte è entrata in atmosfera nei decenni successivi, ad esempio nel caso in cui il legno o le radici sono state conservate e bruciate successivamente.

Parte del CO2 emesso in questi processi è ancora in circolazione, perché il riassorbimento da parte degli oceani o delle piante avviene molto lentamente, su una scala temporale di secoli.

"La quantità di carbonio arrivata ai giorni nostri è piccola, soprattutto se paragonata a quella emessa ora ma guardare al passato ci fa capire quanto quello che emettiamo oggi continuerà ad avere effetti deleteri in futuro", spiega Julia Pongratz, principale autrice della ricerca.

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SDA-ATS