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Introdurre la clausola di salvaguardia non servirebbe, Gaillard

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 febbraio 2012 - 10:19
(Keystone-ATS)

Il ricorso alla clausola di salvaguardia, previsto dell'accordo di libera circolazione delle persone, servirebbe a poco per limitare l'immigrazione, secondo Serge Gaillard, capo della Direzione del lavoro alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Il numero di nuovi lavoratori stranieri si ridurrebbe solo di 4000.

La clausola di salvaguardia, che il Consiglio federale potrebbe introdurre in primavera, si applicherebbe infatti solo a otto nuovi paesi dell'Unione europea, precisa Gaillard in un'intervista alla "Zentralschweiz am Sonntag". L'anno scorso 53'000 cittadini dell'Ue hanno ottenuto un'autorizzazione di soggiorno per cinque anni in Svizzera.

Secondo Gaillard, il comportamento dei datori di lavoro avrebbe un maggiore effetto rispetto alla clausola, che permette di limitare le autorizzazioni di soggiorno dei cittadini comunitari in caso di forte immigrazione. A suo avviso gli imprenditori dovrebbero reclutare in Svizzera e collaborare con gli Uffici regionali di collocamento per dare una possibilità ai disoccupati.

L'impressione che la libera circolazione metta sotto pressione i lavoratori svizzeri è molto diffusa, ma il tasso di disoccupazione in Svizzera è molto basso: in un anno è sceso sotto il 3%, sottolinea il direttore della Seco.

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