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Di male in peggio. Se le intese raggiunte a Losanna dai Paesi del 5 + 1 con l'Iran avevano già allarmato Israele, l'accordo che si profila adesso a Vienna è - almeno agli occhi di Benyamin Netanyahu - molto peggiore.

In questi mesi, afferma, le potenze mondiali hanno compiuto una 'marcia di concessioni' nei confronti di Teheran, rinunciando alle loro stesse linee rosse. L'accordo di Vienna, ha detto oggi Netanyahu al suo governo, "mette in pericolo la stessa pace mondiale".

Netanyahu ha aperto il suo intervento con un tuffo nel passato. Ha mostrato un filmato del 1994 in cui il presidente Usa Bill Clinton annunciava di aver raggiunto un accordo che, a suo parere, garantiva che la Corea del Nord non avrebbe potuto in alcun caso dotarsi di armi nucleari e che gli alleati regionali degli Stati Uniti potevano dunque tranquillizzarsi. Ma alcuni anni dopo Pyongyang avrebbe ripreso i propri test atomici.

Passando poi alle immagini rimbalzate da Teheran negli ultimi giorni, Netanyahu ha constatato che "il leader Khamenei viene citato mentre dice che l'Iran progetta di combattere gli Stati Uniti, indipendentemente dal raggiungimento di un accordo (a Vienna). E il presidente dell'Iran, Rohani, guida una marcia di odio a Teheran in cui le bandiere di Stati Uniti ed Israele vengono bruciate e in cui si scandisce: 'Morte agli Usa, morte a Israele' ". L'accordo di Vienna, ha incalzato Netanyahu, spiana la strada all'Iran "per dotarsi di molti ordigni nucleari e disporre di centinaia di miliardi di dollari con cui finanziare il suo apparato di terrorismo e di conquista".

Adesso, per Israele, l'orizzonte si fa molto scuro. Qualche incoraggiamento è giunto oggi dalle dichiarazioni del leader della maggioranza repubblicana al Senato Usa Mitch McConnell secondo cui per il segretario di Stato John Kerry "sarà difficile 'vendere' l'accordo al Congresso". "Non c'è dubbio che il Congresso vede la questione iraniana molto diversamente dall'Amministrazione" ha detto una fonte ufficiale israeliana. Ma in definitiva le probabilità che l'accordo sia bloccato appaiono esigue.

Di conseguenza Israele si vede costretto adesso a fare buon viso a cattivo gioco. Innanzi tutto cercherà di fare opera di persuasione affinché la rimozione dell'embargo all'Iran non includa sofisticati missili russi antiaerei. Inoltre Israele riprenderà i colloqui con i responsabili americani alla difesa per concordare l'acquisto di una quantità ulteriore di velivoli F35.

"Forse c'è qualcuno fra le grandi potenze che è disposto a capitolare di fronte all'Iran, che continua a lanciare appelli alla distruzione di Israele" ha detto Netanyahu ai suoi ministri. "Ma noi - ha garantito - non siamo disposti a pagare il prezzo".

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SDA-ATS