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Iran: 26 detenuti politici di primo piano denunciano torture

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 maggio 2011 - 16:35
(Keystone-ATS)

Ventisei tra i più importanti detenuti politici in Iran, tra i quali un ex ministro, due ex vice ministri e un ex portavoce del governo del presidente riformista Mohammad Khatami, hanno sporto una denuncia per "violenze, insulti e umiliazioni" subiti a partire dai loro arresti, seguiti alle contestate elezioni presidenziali che nel giugno del 2009 videro riconfermato in carica Mahmud Ahmadinejad. Lo scrive oggi il sito dell'opposizione Kaleme.

Tra i detenuti, rinchiusi nelle carceri di Evin a Teheran, di Rajai Shahr e del Khuzistan, figurano l'ex ministro dell'Industria Behzad Nabavi, che tra l'altro condusse le trattative con gli Stati Uniti nel 1980-81 per la liberazione degli ostaggi americani nell'ambasciata di Teheran, e gli ex vice ministri dell'Interno, Mostafa Tajzadeh, e degli Esteri, Mohsen Aminzadeh.

A sottoscrivere la denuncia sono stati anche l'ex portavoce del governo di Khatami, Abdollah Ramezanzadeh, e l'ex presidente della commissione Esteri del Parlamento, Mohsen Mirdamadi. Nella denuncia i detenuti affermano di essere stati "duramente picchiati e torturati", di essere stati tenuti in isolamento mesi dopo l'arresto senza poter contattare un avvocato, di essere stati tenuti bendati anche durante le ore d'aria.

Nell'estate di due anni fa le manifestazioni di protesta contro la rielezione di Ahmadinejad - che l'opposizione giudicò viziata da pesanti brogli - furono stroncate con un bilancio di decine di morti e migliaia di arresti.

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