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TEHERAN - Se sara' necessario, le forze iraniane penetreranno "nel territorio di Paesi confinanti" per "attaccare banditi e controrivoluzionari". Lo ha affermato il vice comandante della polizia, generale Ahmad Reza Radan, dopo un duplice attentato suicida che giovedi' sera ha provocato almeno 28 morti a Zahedan, nel sud-est dell'Iran, vicino al confine con il Pakistan.
Si ritiene che i miliziani di Jundullah (Soldati di Dio), il gruppo estremista sunnita che ha rivendicato l'attacco di giovedi' e diversi altri in passato, penetrino in Iran per le loro operazioni da nascondigli nel vicino Pakistan. Mentre nel nord-ovest dell'Iran i membri del gruppo curdo separatista Pjak operano apparentemente da basi in territorio iracheno.
"Alcuni Paesi non svolgono il loro ruolo" nel combattere il terrorismo, ha detto Radan alla televisione di Stato. "In alcuni casi - ha aggiunto - abbiamo trasmesso loro informazioni che poi sono state date agli stessi terroristi".
"Se saremo certi che banditi e antirivoluzionari hanno i loro nascondigli oltre i confini e che quei Paesi non li affrontano, considereremo nostro diritto attaccarli in profondita' nei loro territori", ha concluso Radan.

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SDA-ATS