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Iran: continua spoglio, forze Khamenei sempre in testa

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 marzo 2012 - 14:34
(Keystone-ATS)

Sono 190, secondo gli ultimi dati appena resi noti dal ministro dell'Interno Mostafa Mohamamd Najjar, i candidati che hanno già ottenuto uno dei 290 seggi nel nuovo parlamento iraniano. Parlamento che, come già era emerso nella prima giornata di spoglio di ieri, dovrebbe essere dominato dai "principalisti", vicini alla Guida Suprema e ostili al presidente Mahmoud Ahmadinejad.

Resta comunque un'incognita la posizione che assumeranno - dopo l'insediamento del nuovo Majlis (parlamento), prevista per fine maggio - quanti si sono presentati agli elettori come indipendenti. Una settantina su 163, secondo dati di ieri sera, quelli che avevano guadagnato un seggio. Certo è che le roccaforti del potere del presidente sono sempre state proprio le città minori e le zone rurali, dove il conteggio è già finito.

Lo spoglio si è in particolare concluso in 184 circoscrizioni elettorali su 207, e in 30 di queste sarà necessario un secondo turno di voto. La situazione è ancora fluida in particolare a Teheran, dove in prima posizione rimane l'ex portavoce del Parlamento Gholam-Ali Haddad-Adel, ma quella degli altri aspiranti ai 30 seggi riservati per la capitale è in costante mutamento.

Intanto sarà ancora il parlamento uscente ad interpellare Ahmadinejad sulla sua politica interna ed estera, ma soprattutto economica, dopo la richiesta di convocazione firmata nelle scorse settimane da 79 deputati. La convocazione avrebbe dovuto avvenire già prima del voto, ma è stata rinviata e potrebbe dunque essere fissata già nei prossimi giorni. Se il presidente si presenterà - come dovrebbe in base alla legge, ma non è scontato che lo faccia - questa potrebbe essere la prima occasione per misurarne l'autorità politica dopo il voto.

Dei 79 deputati che ne avevano firmato la convocazione, riferisce l'Isna, 27 non sono stati ammessi alla candidatura dal Consiglio dei guardiani oppure non si sono registrati, 31 potrebbero non entrare nel nuovo Parlamento, dieci hanno sicuramente già ottenuto un seggio, dieci potrebbero ottenerlo e un riformista, infine, potrebbe vincere al secondo turno.

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