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TEHERAN - Mehdi Karrubi, uno dei principali leader dell'opposizione iraniana, ha affermato oggi che le minacce non lo fermeranno e ha sfidato "qualsiasi rappresentante dell'establishment" a un dibattito per dimostrare che "la rivoluzione è stata deviata" con la repressione delle proteste negli ultimi mesi.
La dichiarazione è stata diffusa dal sito Sahamnews, dello stesso Karrubi, dopo che giovedì sera la sua auto è stata attaccata da miliziani filogovernativi nella città di Qazvin a colpi di pietra. Secondo i siti dell'opposizione, contro il veicolo sono stati anche sparati alcuni colpi d'arma da fuoco, mentre la polizia ha smentito.
"Le minacce non mi indeboliranno, ma mi renderanno più forte nel mio cammino", afferma l'ex candidato riformista alle elezioni presidenziali dell'estate scorsa.
Karrubi torna sulla repressione delle manifestazioni dell'opposizione del 27 dicembre, con un bilancio di almeno otto morti, per affermare che si è trattato di "uccisioni senza pietà" da parte delle forze di sicurezza e di "una profanazione senza precedenti del giorno dell'Ashura", quando gli sciiti ricordano il martirio dell'Imam Hussein.
Il leader riformista, ex presidente del Parlamento, fa appello agli oppositori perché "sia evitata la violenza" e lancia un guanto di sfida ai suoi avversari: "Sono pronto - afferma - a un dibattito con qualsiasi rappresentante dell'establishment per chiarire chi è stato a deviare dalla rivoluzione ed è responsabile dell'oppressione del popolo. Lo stesso popolo sarà arbitro, e quale migliore arbitro ci può essere?".

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SDA-ATS