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TEHERAN - Uno dei leader dell'opposizione iraniana, Mehdi Karrubi, ha affermato oggi che le sanzioni internazionali contro Teheran per il suo programma nucleare fanno l'interesse dello stesso regime e ha accusato una non meglio precisata "parte del potere" di favorirle.
Anche l'altro più importante esponente dell'opposizione, Mir Hossein Mussavi, aveva affermato alcuni giorni fa che le sanzioni rafforzano l'establishment della Repubblica Islamica.
Guardando alle esperienze del passato in altri Paesi, tra cui l'Iraq e l'Afghanistan, aveva detto Mussavi, è evidente che "alcuni governi vedono la possibilità della loro sopravvivenza nella continuazione delle crisi".
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU il 9 giugno scorso ha approvato una serie di sanzioni che prendono di mira in particolare i Guardiani della Rivoluzione iraniani. Ma il primo di luglio gli USA hanno varato nuove misure restrittive dirette a colpire tra l'altro gli approvvigionamenti energetici della Repubblica islamica, che quindi potrebbero ripercuotersi anche sulla popolazione.
"Credo che una parte del potere iraniano, così come i Pasdaran, siano in favore di sanzioni, poiché fanno profitti astronomici grazie ad esse", ha detto Karrubi, citato oggi dal sito dell'opposizione Rahesabz, senza precisare come questi profitti verrebbero realizzati.
Karrubi ha anche addebitato a quelle che ha definito "l'imprudenza, l'assenza di logica politica e i toni usati" dal presidente Mahmud Ahmadinejad "gli alti costi imposti al Paese" con le sanzioni.

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SDA-ATS