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Mentre le autorità iraniane continuano a manifestare il loro appoggio alle proteste in Egitto, definendole come una "rivoluzione" alla stregua di quella iraniana di 32 anni fa, l'opposizione interna ha chiesto che venga dato il "permesso" per tornare a scendere anch'essa nelle strade di Teheran, come nel 2009.

"Oggi in Egitto è stato dato il permesso alla gente di protestare e possiamo vedere chi ha più sostenitori, se venisse dato lo stesso permesso in Iran, vedremmo chi ha più seguaci", hanno affermato i leader dell'opposizione Mir Hossein Mussavi e Mehdi Karrubi durante un incontro di cui dà notizia oggi il sito Kaleme di Mussavi.

Nel 2009 centinaia di migliaia di manifestanti anti-governativi scesero nelle strade di Teheran e delle altre maggiori città iraniane per protestare contro la rielezione alla presidenza di Mahmud Ahmadinejad in una consultazione che giudicavano truccata. Il regime represse le proteste con un bilancio di decine di morti e migliaia di arresti.

Nel loro incontro, Mussavi e Karrubi hanno ribadito le accuse di brogli, affermando che il diritto di voto è uno dei principi della Repubblica islamica, ma "oggi alcuni usano il loro potere per deviare la rivoluzione".

Intanto un pieno sostegno a quella che viene definita la "sacra rivoluzione egiziana" è stato espresso dal Parlamento iraniano, che ha accusato il presidente Hosni Mubarak di "servire gli interessi di coloro che hanno usurpato i diritti dei Musulmani", cioè Israele.

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SDA-ATS