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Nell'accordo sul nucleare da firmare entro giugno i negoziatori iraniani non devono accettare le ispezioni speciali che vadano oltre quanto previsto dal Trattato di non proliferazione nucleare (Npt), o che mettano in pericolo la sicurezza degli scienziati iraniani.

È quanto si legge in un documento firmato da 220 parlamentari, su un totale di 290, nel giorno in cui sono ripresi a Vienna i negoziati con il gruppo dei 5+1.

Nel Majlis vi è una forte componente ostile al compromesso, che tuttavia si richiama alle 'linee rosse' indicate per l'accordo dalla Guida suprema Ali Khamenei, richiamate anche nel documento. "Strutture militari - si legge nella traduzione offerta da Iran Front Page - e altri luoghi la cui ispezione potrebbe urtare il nostro orgoglio nazionale o risultare in un'umiliazione del popolo iraniano devono essere off-limits per gli ispettori".

"Alla luce del fatto che la Repubblica islamica - prosegue il documento - ha ripetutamente provato la proprio fedeltà ai patti internazionali mentre l'altra parte si è dimostrata inaffidabile, tutte le sanzioni devono essere rimosse immediatamente" alla chiusura dell'accordo. I colloqui inoltre non dovranno riguardare altro che il tema nucleare, e non altre questioni come quelle regionali e internazionali legate alla difesa degli oppressi "che sono parte della nostra identità rivoluzionaria".

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SDA-ATS