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Scontri con la polizia con alcuni arresti e qualche agente ferito e un braccio di ferro per cambiare nome ad una strada vicina, infine vinto dai dimostranti. È la cronaca di una nuova manifestazione svoltasi nel pomeriggio di fronte all'ambasciata saudita a Teheran.

La dimostrazione si è tenuta nonostante l'esplicito divieto delle autorità di ogni altra protesta di fronte alla sede già devastata nella notte.

I manifestanti - che bruciavano bandiere saudite e inalberavano alcune immagini del gen. Qassem Soleimani, capo del corpo speciale Qods dei Pasdaran ed eroe della destra radicale - volevano anche mettere in atto loro stessi il piano del Comune di Teheran, che si propone di dedicare una strada allo sheikh sciita messo a morte ieri da Riad.

Avevano alcune tabelle con il suo nome in caratteri latini, del tutto simili a quelle delle strade, e sono infine riusciti a metterle al posto di quelle di Boustan street.

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SDA-ATS