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Iran: ridotta in appello pena avvocato premio Nobel Ebadi

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2011 - 07:22
(Keystone-ATS)

La corte d'appello di Teheran ha ridotto da 11 a sei anni di carcere la condanna emessa in primo grado nei confronti di Nasrin Sotudeh, avvocato e attivista specializzata nel campo dei diritti umani che ha difeso minorenni nel braccio della morte, curdi e vari dissidenti tra cui la premio Nobel per la pace, Shirin Ebadi.

Lo riferisce il quotidiano britannico Guardian citando il marito della donna, Reza. L'attivista era stata condannata lo scorso gennaio. Oltre alla pena detentiva, i giudici le avevano inflitto 20 anni di interdizione dell'esercizio della professione, periodo che in appello è stato ridotto a 10 anni.

Nasrin Sotudeh, 45 anni, madre di due figli, dallo scorso settembre è rinchiusa nel carcere di Evin a Teheran, dove sono detenuti anche diversi suoi ex assistiti ai quali, in tribunale, aveva cercato di evitare la prigione.

L'attivista è accusata di avere minacciato la sicurezza nazionale e di propaganda contro il regime. Un altro capo di imputazione riguardava un video in cui Sotoudeh era comparsa a capo scoperto dopo essersi vista assegnare, nel 2008, il primo 'Human Rights International Prize'.

La donna era finita nel mirino delle autorità per le sue interviste a vari media occidentali in cui aveva denunciato le condizioni di detenzione di quanti erano stati arrestati nel corso delle proteste seguite alla contestata rielezione del presidente Mahmmud Ahmadinejad nel 2009. Le era stata contestata anche l'appartenenza al 'Centro per la difesa dei diritti umanì, un'organizzazione presieduta da Shirin Ebadi. Shadi Sadr, una collega dell'attivista che attualmente vive in esilio a Londra, ha deplorato che Sotoudeh debba restare in carcere ma ha detto al Guardian che la riduzione della pena dimostra che l'Iran, tutto sommato, non è del tutto indifferente all'attenzione con cui l'Occidente segue i suoi affari interni.

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