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Rush finale nel negoziato sul programma nucleare iraniano alla vigilia della nuova scadenza fissata per un accordo definitivo.

A Vienna si apre quella che potrebbe essere la riunione decisiva per arrivare all'intesa, la quarta in pochi giorni, con l'arrivo dei ministri degli Esteri russo, Serghei Lavrov, e cinese, Wang Yi.

Da limare c'è quel 2% del testo su cui ancora non c'è accordo. Il capo della diplomazia francese, Laurent Fabius, che ha lasciato per qualche ora la capitale austriaca, si è mostrato fiducioso: "Spero, spero, che stiamo finalmente entrando nella fase finale di questa maratona negoziale", ha detto da Parigi al termine di una riunione del governo sulla crisi greca.

Il segretario di Stato Usa, John Kerry, che ha assistito alla messa domenicale nel duomo di Santo Stefano, si è riunito fino a tarda notte con il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, e con la rappresentante per la politica estera dell'Ue, Federica Mogherini, e in mattinata ha rivisto Zarif.

"Resto fiducioso", ha detto Kerry uscendo dall'albergo dei colloqui, "abbiamo avuto un buon incontro, positivo. Penso che stiamo arrivando a decisioni reali, abbiamo ancora alcune cose difficili da fare". Secondo fonti di Teheran si è "vicini a una decisione" e pure il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, ha riferito di progressi.

Pure la Mogherini ha twittato che il negoziato è entrato in una fase "decisiva", dopo cinque giorni di trattative. Il negoziato continua a preoccupare Israele, contrario a qualsiasi accordo con Teheran. "Rappresenta un pericolo per la pace nel mondo", ha ruonato il premier Benyamin Netanyahu aprendo una seduta del consiglio dei ministri.

Netamyahu ha denunciato quella che ha definito "la corsa alle concessioni" da parte delle potenze occidentali. "L'Iran", ha lamentato, "avrà così la strada aperta per la confezione di molte atomiche e disporrà di centinaia di miliardi di dollari per il suo apparato terroristico e per le sue conquiste".

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SDA-ATS