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Il presidente Hassan Rohani.

Keystone/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

È salito a 13 il numero dei morti dopo gli attacchi terroristici di ieri al Parlamento e al mausoleo dell'imam Khomeini a Teheran.

Lo hanno reso noto le autorità sanitarie iraniane, precisando che una persona, gravemente ferita, è morta nelle ultime ore, portando così il bilancio a 13.

È salito anche il numero dei feriti, che in un primo momento non erano stati ricoverati. Si tratta complessivamente di 52 persone, delle quali sei sono ancora in gravi condizioni in terapia intensiva.

Intanto il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha detto che "l'Iran si opporrà al terrore, alla violenza e all'estremismo in maniera più forte di prima". "Il terrorismo - ha sottolineato - è l'opposto della cultura e mira a eliminare l'umanità e la civiltà".

"Negli ultimi anni i terroristi hanno provato a infiltrarsi nel Paese per infliggere un colpo alla nazione - ha aggiunto Rohani -, ma hanno fallito molte volte e anche ieri non sono riusciti a entrare nel Parlamento e nel mausoleo dell'imam Khomeini".

Dal canto suo, il ministro degli esteri, Mohammad Javad Zarif, ha commentato le affermazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per il quale l'Iran è "sponsor del terrorismo e rischia di rimanere vittima del male che promuove".

Le parole di Trump "sono ripugnanti" ha detto su Twitter Zarif, che a sua volta ha accusato Washington si sostenere il terrorismo e ha rimarcato che "il popolo iraniano respinge le affermazioni statunitensi".

SDA-ATS

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