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TEHERAN - Una commissione d'inchiesta del parlamento iraniano ha denunciato nel suo rapporto finale i maltrattamenti inflitti agli arrestati nelle manifestazioni dell'opposizione dell'estate scorsa, affermando che tre di loro sono stati uccisi e muovendo pesanti accuse all'allora procuratore di Teheran, Said Mortazavi.
La commissione, il cui rapporto è stato pubblicato oggi da varie agenzie di stampa, denuncia in particolare le violenze avvenute nel centro di detenzione di Kahrizak, a sud di Teheran.
La prigione di Kahrizak fu chiusa alla fine di luglio per ordine della Guida Suprema, ayatollah Ali Khamenei, dopo che si erano diffuse le notizie dei maltrattamenti e della morte di alcuni detenuti.
In agosto Mortazavi è stato rimosso dal suo incarico, ma è stato nominato vice procuratore generale dello Stato e il governo del presidente Mahmud Ahmadinejad gli ha affidato la responsabilità dei servizi per la lotta al contrabbando.
Nella relazione, letta in Parlamento dal portavoce della commissione d'inchiesta, Kazem Jalali, Mortazavi viene accusato di avere dato personalmente l'ordine, "ingiustificato", di trasferire molti degli arrestati nelle manifestazioni a Kahrizak, che doveva essere un luogo di detenzione solo per trafficanti di droga e criminali pericolosi.
Qui, sempre secondo i risultati dell'inchiesta, 147 oppositori, arrestati in una manifestazione il 9 luglio, sono stati rinchiusi con 30 criminali comuni per quattro giorni in uno stanzone di 70 metri quadri, in un caldo soffocante, senza acqua e con cibo non sufficiente. Inoltre i detenuti sono stati "picchiati, umiliati e costretti a saltare sulle ginocchia".
La commissione afferma che tre degli arrestati, Mohsen Ruholamini, Amir Javadifar e Mohammad Kamrani, sono morti come conseguenza di questi maltrattamenti, e non per meningite, come il procuratore Mortazavi aveva affermato in un primo momento.
La commissione parlamentare afferma inoltre che "esistono ancora centri di detenzione" simili che "necessitano di immediate ispezioni".

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SDA-ATS