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Sono 115 i bambini uccisi e 486 quelli feriti in Iraq in attentati dall'inizio dell'anno, secondo dati resi noti dal ministero per i Diritti umani, mentre i livelli di violenza crescono nel Paese. Solo nel mese di settembre, secondo un bilancio dell'Onu, 979 persone hanno perso la vita.

A partire da due anni fa il numero di bambini rimasti vittime di attentati è andato aumentando. "Nel 2011 - ha sottolineato Kamil Amin, portavoce del ministero - quelli uccisi erano stati 96 e 320 i feriti, mentre nel 2012 il numero era salito a 158 morti e 850 feriti".

Ma a sconvolgere le vite dei bambini iracheni non sono solo gli atti di violenza di cui sono vittime dirette, bensì anche quelli che colpiscono i loro genitori, lasciandoli senza famiglia e protezione e costringendoli spesso a lasciare la scuola e a lavorare.

La situazione, afferma Intissar al Jubury, membro della commissione parlamentare per la famiglia, "richiede l'approvazione di specifiche leggi, come previsto dalla Costituzione, per garantire la protezione e i diritti dei bambini".

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SDA-ATS