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Sono ancora tre milioni gli iracheni sfollati a causa della guerra contro l'Isis che non hanno potuto fare ritorno alle loro abitazioni, secondo dati resi noti dal governo di Baghdad.

Stime non confermate parlano di circa 200'000 case distrutte o gravemente danneggiate, senza contare i danni subiti dalle infrastrutture.

Secondo i dati del ministero degli sfollati, delle 5,3 milioni di persone costrette a fuggire dalle loro case a partire dal 2014, solo poco più di 2,3 milioni hanno potuto fare ritorno, a partire da metà del 2015, quando l'autoproclamato Stato islamico ha cominciato a perdere vaste porzioni del territorio che controllava.

La maggior parte degli sfollati provengono da aree a maggioranza sunnita, e i leader di questa comunità hanno avvertito che se non sarà garantito il loro ritorno e la loro sicurezza, boicotteranno le elezioni politiche in programma nel maggio del prossimo anno.

Il Parlamento ha dichiarato otto città (Ramadi, Fallujah, Jalawla, Baijy, Mosul, Hawijah, Telafar, e Zuwiaya) aree disastrate perché hanno subito distruzioni superiori all'80% durante l'occupazione dell'Isis e nelle offensive che hanno portato alla loro riconquista da parte delle forze governative, con il sostegno di pesanti bombardamenti della Coalizione internazionale a guida Usa.

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SDA-ATS