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Non c'è pace per l'Iraq. Dopo gli attentati di ieri, che avevano provocato 14 morti, 33 persone hanno perso la vita in una serie di attacchi perpetrati stamane a Baghdad. I feriti sarebbero 44 feriti, stando a fonti di polizia.

Gli attentati sono stati compiuti con tre autobomba e un ordigno piazzato sul ciglio della strada. Ad essere presi di mira sono stati i mercati e le vie commerciali della capitale, in particolare quartieri a maggioranza sciita e misti sunnita-sciita. Uno si è verificato vicino alla "zona verde" fortificata, sede di diverse ambasciate.

Gli attacchi sono stati compiuti all'indomani di un appello alla repressione del terrorismo lanciato dal primo ministro Nouri al-Maliki. Nelle ultime settimane le forze di sicurezza hanno condotto vaste operazioni contro estremisti, ma non sono riuscite a porre freno all'ondata di violenze più grave - in termine di vittime - degli ultimi cinque anni. In diverse zone del paese si sono infatti moltiplicati gli attentati, perpetrati per lo più contro sciiti.

L'aggravarsi della situazione fa temere agli analisti e ai responsabili iracheni un riacutizzarsi del conflitto confessionale che aveva lacerato il paese nel 2006 e 2007. Gli attentati odierno non sono ancora stati rivendicati, ma sempre più spesso gruppi armati sunniti - talvolta legati ad al Qaida - prendono di mira la comunità sciita.

Ieri almeno 14 persone sono morte e 26 sono rimaste ferite nello scoppio di due bombe a Baquba, 40 chilometri a nordest della capitale irachena. Un ordigno è esploso in un caffè nel centro della città, mentre la seconda esplosione è avvenuta in una gelateria.

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SDA-ATS